L’angolo dello Storto
Eccomi qui, Vittorio Mirabella, detto “lo Storto”, un appassionato di tennistavolo.
In questa rubrica, vi racconterò le mie impressioni su questo sport, sugli eventi e sui protagonisti, con un pizzico di ironia e sarcasmo.
Non sono un esperto, ma ho giocato (e gioco) a tennistavolo da molti anni e ho seguito le principali competizioni internazionali.
Quindi, se siete alla ricerca di una rubrica sui commenti sportivi sul tennistavolo che sia divertente, ma anche un po’ critica, allora questo è il posto giusto per voi.
In ogni articolo, vi parlerò di un evento o di un giocatore in particolare, con il mio punto di vista personale.
Non vi prometto di essere sempre obiettivo, ma vi prometto di essere sempre sincero.
Quindi, se siete pronti a ridere, ma anche a riflettere, allora vi invito a seguirmi.

L’INELUTTABILE
26 agosto 2025
Dopo il lungo silenzio, dovuto all’assenza di muse ispiratrici e alla vetusta mente ammalorata, è forse giunto
il momento di tornare a farsi vivi con due facezie, giusto per festeggiare le vacanze imminenti. Se fossimo
intervenuti immediatamente, avremmo potuto fare un scoop degno del premio Pulitzer, ma, purtroppo, un
po’ come nel tirare il top, siamo diventati lenti, impacciati, fuori tempo e oramai la notizia bomba è da mesi
esplosa in tutto l’ambiente pongistico: Sua Presidenza Alessandro Battani, lascia la propria carica
ultradecennale alla guida del prestigioso TT Villa D’Oro. Dimissioni irrevocabili, perentorie, inattese, anche
se talora ventilate, che ovviamente non hanno mancato, in prima battuta, di gettare nel panico le ignare
giubbe rosse.
Non molto tempo fa, qualche giovincello appassionato di fumetti Marvel, aveva segretamente affibbiato a
Sua Presidenza, complice pure una certa assonanza col cognome, l’appellativo Thanos, riferendosi
ovviamente al personaggio onnipotente e alquanto burbero del mondo Avengers, autodefinitosi, in una
famosa pellicola di qualche anno fa, “ineluttabile”. In effetti, il nostro super eroe, così pareva a tutti:
invincibile, onnipotente, un estratto concentrato di una materia oscura di cui non si potesse fare a meno,
inevitabile, una forza cui era impossibile sfuggire, il tutto sempre in ambito rossonero, s’intende, nulla di
sacrale.
Invece, piano piano, qualcosa ha iniziato a scricchiolare nella robuste fondamenta cementate da anni e anni
di militanza nel nostro sport: delusioni, quando non veri e propri tradimenti, da più di uno dei propri
figliocci; sgarri da parte di una Federazione sempre più dilettantistica, faziosa, clientelare e lontana dal suo
credo; burocrazia sempre più mastodontica, che ha letteralmente infestato e infettato il modo delle società
sportive dilettantistiche, con adempimenti sempre più gravosi e onerosi; il tutto, condito, per finire, con la
crescente fatica a reperire le risorse necessarie per sviluppare l’attività secondo i consueti dogmi e standard
qualitativi.
Il popolino, giovani, mezzani e cariatidi, superato un primissimo momento di sconforto, hanno subito
cercato di rimboccarsi le maniche e studiare alternative, portare cioè a termine l’improbo compito di
scovare un Thanos 2.0, un nuovo martire da immolare sull’altare del ping pong. Naturalmente, missione
impossibile, meglio dunque ripiegare su una forma più oligarchica, dopo il declino di Cesare (allegoria di
Allegri, non avochiamoci meriti non spettanti). Ma questa è un’altra storia e se ne parlerà in autunno,
quando verrà ufficialmente evocato il salvatore della patria (sempre se, come primo atto ufficiale, il nuovo
direttorio non provveda a licenziarci e a cancellare questa rubricaccia una volta per tutte…..).
Non resta molto da aggiungere, abbiamo già sleccacciato abbastanza il provido deretano di Sua (ex)
Presidenza; un atto dovuto, riteniamo, per tutto il sacrosanto mazzo che si è fatto per tutti noi, n.c. o prima
categoria, negli ultimi trent’anni e più, sempre quasi da solo al timone in un mare talora in tempesta. Un
grazie di cuore mi pare il minimo, anche se, come diceva il saggio, “grazie, Graziella e grazie al c….”,
qualcuno potrebbe non essere d’accordo o, perfino, pure contento.
E poi attenzione, come in una tutta la cinematografia che si rispetti, non è mai detto che non vi sia un
sequel, magari non a breve, forse trascorreranno svariati anni, ma chissà che un bel giorno il personaggio
leggendario magicamente non riappaia più tosto di prima o addirittura a livelli più elevati!
