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angolo dello storto



LE EREZIONI ROMANE

15 marzo 2021


Sì, concordiamo, avremmo potuto essere più corretti e meno scurrili e titolare, in effetti, “le elezioni
romane”, ma il ns ufficio di consulenza marketing ha consigliato un elemento di richiamo, di mettere subito
un po’ di pepe nell’articolo, cosicchè potesse spiccare tra le cianfrusaglie burocratiche che non fregano
niente a nessuno.
Del resto, il leit motiv delle concitate giornate della vigilia elettorale è stato realmente e assolutamente a
sfondo sessuale, ovvero: “tra noi non è amore, è solo sesso”, frase rivolta dalla ns Suprema Guida ad uno
dei due candidati all’italica Presidenza. Ma facciamo un passo indietro e un poco di doverosa chiarezza.
Sarebbe stato maggiormente di classe, è ovvio, titolare, altrimenti, “I Have A Dream”, dato il bagaglio di
desideri, aspettative e promesse che ogni assemblea elettiva federale si porta dietro. Così, dinanzi
all’impegno del ns candidato di turno, se anche non è sbocciato amore, per lo meno avrebbe potuto essere
almeno sesso, per l’appunto.
Narra la leggenda, che, sempre nell’immediata vigilia delle elezioni, ns Presidenza abbia ricevuto una
telefonata da un collega emiliano (non faremo il nome per pudore), il quale, senza parafrasare, gli ha
chiesto per cosa si fosse “venduto” al candidato lumbard. La risposta non poteva che essere stizzita da
parte del ns (anche un vaffa ci sarebbe stato bene, però), dato che non siamo abituati a venderci per
quattro denari, semmai, per degli ideali, per la chimera di una maggiore democrazia all’interno del micro
cosmo pongistico. Ma, probabilmente, ognuno si misura col proprio metro, rectius centimetro.
Vediamo dunque qual è la lista della spesa di noi poveri velleitari, quali i tarli hanno arrovellato la mente di
ns Presidenza durante le notti insonni e le lunghe giornate precedenti la trasferta romana. Al primo posto,
naturalmente, il solito tormentone della tabella voti, che ogni volta riproponiamo puntualmente, come i
cine panettoni sotto le feste. In pratica, si tratterebbe di rendere più equo il meccanismo di votazione,
evitando cioè che il giocattolo federale sia sempre appannaggio di un gruppo ristretto di società. C’è poi il
tema della compatibilità o meno delle cariche in Consiglio nazionale, rispetto alle cariche societarie. E che
dire dell’idea di garantire che i Consiglieri in quota atleti e in quota tecnici abbiano un effettivo livello
qualitativo documentato dai propri trascorsi sportivi, senza che siano, invece, piazzati lì solo per ragioni
pseudo politiche, senza magari essere in grado di distinguere un top da un block. Non dimentichiamo poi il
settore degli arbitri, merce sempre più rara nel nostro sport, arbitri da inserire magari in Consiglio per le
decisioni che li riguardano. E, per finire, tutela, incentivazione del settore giovanile. Tutti argomenti,
insomma, sui quali ognuno sembra essere sempre incondizionatamente d’accordo durante la campagna
elettorale, salvo poi glissare elegantemente ad incarico ricevuto! D’altronde, le promesse pre-elettorali,
statisticamente, hanno la stessa percentuale di rispetto della riuscita del ns top di rovescio.
In tal senso, un altro titolo azzeccato per riassumere il significato delle promesse politiche avrebbe potuto
essere “il valzer delle ovvietà”. Tutti i politici sono sempre d’accordo sui soliti temi caldi: “occorre ridurre la
pressione fiscale”; “bisogna aumentare l’occupazione”; “ è necessario sconfiggere la burocrazia”.. e così via, in Tv, sui social, sulla carta stampata, le ricorrenti dichiarazioni di principio da parte dei nostri amati italici dirigenti. Di riflesso, nel mondo del tennistavolo: “occorre aumentare il numero dei tesserati”; “bisogna
alzare il livello qualitativo”; “è necessario giocare in strutture adeguate”..ecc, ecc. Ma poi, alla fine? Non
cambia mai nulla.
Così, pervasi da questo spirito rivoluzionario, anelando all’agognata svolta e noncuranti della pandemia
imperversante, con mascherina, disinfettanti e vasellina, non si sa mai, ci siamo mossi alla volta della
capitale. Non capita tutti i giorni che un vecchio ex atleta ed un paffuto allenatore abbiano un presidente
come chauffeur, con supercar e intrattenimento ininterrotto durante tutto il viaggio.
Raggiunta la sontuosa location dell’evento, la prima sorpresa, ovvero la contemporanea presenza di
numerosi atleti stranieri impegnati in una manifestazione internazionale di lotta e judo, certi armadi con i
quali meglio evitare discussioni e certe manze corpulente dell’Est, con le quali, forse, neppure il sommo
maestro, il Pirata, avrebbe pensato di provarci.
Poi, è arrivato il grande giorno e nell’immenso salone la kermesse ha preso il via con le solite supercazzole
tognazziane, le varie chiacchiere e distintivo autoreferenziali, la retorica a fiumi, la demagogia
strabordante, per dirla in poche parole, il gioco della politica. Qualcuno potrebbe osservare, ma allora cosa
sei andato a fare a Fiumicino se nutri questa idiosincrasia nei confronti della politica? E’ che hanno
minacciato di licenziarci, già siamo in cassa integrazione straordinaria.

Naturalmente, non sono mancati i gadget, premi e cotillon, inoltre, per noi modenesi, ulteriore vasellina: ci
siamo chiesti se per il paventato esito elettorale o per eventuali incontri notturni coi lottatori kazaki nei
lugubri corridoi del resort.
Essendo ludopatici incalliti, non abbiamo mancato di scommettere sull’esito finale, anche
scaramanticamente, come siamo abituati a fare sulle vittorie dei gobbi e, come al solito, ci abbiamo
azzeccato, sebbene lo scarto percentuale sia stato alla fine risicatissimo: 51,93% contro 48,07%.
Quindi, non ci resta che rinnovare i più sinceri auguri di buon lavoro al Presidentissimo confermato e al
nuovo Consiglio federale, nella speranza che vogliano farsi carico di qualcuna delle istanze proposte da
parte avversa.
Dal canto nostro, continueremo a sognare: cheerleaders ad ogni torneo, anche per i veterani; col recovery
found europeo, costruzione di centri federali regionali tipo Terni, però con annesso ristorante stellato, spa
e discoteca; gare di campionato con spalti gremiti, in mega palasport di proprietà delle società; check Var in
campo a tutti i livelli; diretta Tv sulle reti commerciali, su mamma Rai e su un network dedicato; dopo le
gare, obbligo di grigliata a carico della società ospitante con ampia mescita di vino tipico locale.
Concludendo, per riprendere il prologo dell’articolo, non solo il sesso non si è trasformato in amore…ma è
stata pure una sveltina!! Ad ogni modo, comunque sia andata e comunque possa andare alle prossime
erezioni tra quatto anni (chissà, vista l’età), in ogni caso, “We still have a dream”.